Oltre 66'000. 
Tanti sono i libri in lingua italiana pubblicati nel 2017. Numeri analoghi nel 2016 e nel 2015.Un mare di titoli in cui tuffarsi con piacere.
Ma la scelta è spesso ardua: come orientarsi in questo vasto orizzonte?
I librai sono grandi lettori e dedicano molto del loro (poco) tempo libero alla lettura.
Abbiamo allora pensato di mettere a disposizione anche online il parere di una di noi sulle sue letture della settimana: potrebbe venire utile come segnalazione o suggerimento.
Le recensioni saranno a volte di libri nuovi o nuovissimi, altre di testi classici o di qualche tempo fa, a volte saranno di romanzi, altre di racconti, altre ancora di saggi.

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Louise Penny, Un uomo migliore, Einaudi, 2020
 
Dopo Case di vetro e Il regno delle ombre, questo è il terzo capitolo della serie di gialli incentrati sulla figura del commissario Armand Gamache, capo della Sûreté del Québec.
Anche qui, come ormai è prassi, lo sviluppo della vita privata del protagonista e dei personaggi principali assicura una continuità tra i libri e dà loro un ordine, mentre la trama investigativa è specifica a ogni libro e indipendente da ciò che l’ha preceduta, il che permette di leggere ciascun romanzo prescindendo dagli altri. Ci pensa l’autrice a darci le coordinate essenziali e le informazioni indispensabili su personaggi e circostanze.
 
Il commissario Armand Gamache in realtà qui non è più commissario: a seguito di un’operazione di polizia particolarmente rischiosa da lui decisa e condotta, è stato declassato a Ispettore Capo della Omicidi, ruolo che era già stato suo per anni. Umiliandolo con la retrocessione, i vertici politici sperano di liberarsene una volta per tutte, invece Gamache accetta di buon grado, certo che il suo posto è in polizia, convinto del lavoro che fa e di come lo fa.
Il romanzo si apre proprio con il suo rientro alla Omicidi, in un clima avvelenato dai commenti feroci e denigratori rivolti a Gamache sui social media. Il passaggio delle consegne, inoltre, prevede che egli potrà assumere la piena funzione di capo solo quando l’attuale titolare lascerà l’incarico, quindi per qualche tempo l’ex-commissario si trova sottoposto a chi prima gli era subalterno. E non si tratta di una persona qualunque, bensì di Jean-Guy Beauvoir, suo collaboratore fidatissimo, amico intimo e ormai anche parente, poiché Beauvoir ha sposato la figlia di Gamache. Beauvoir, però, ha deciso di lasciare la polizia e Montréal e di trasferirsi a Parigi insieme alla moglie Annie e al loro figlioletto per cominciare una nuova vita. Gamache potrà dunque assumere il ruolo che gli spetta solo separandosi da una parte della sua famiglia.
Come se tutte queste tempeste emotive non bastassero, il suo rientro al lavoro coincide con un periodo di piogge senza precedenti, che gonfiano i fiumi del Quebéc e minacciano la tenuta delle dighe. L’emergenza aumenta di ora in ora, suscitando ansia e mettendo sotto pressione tutti, governo, polizia e popolazione, a Montréal e in provincia, e rivelando molto del carattere di ciascuno.
 
Nel mezzo di tutte queste sollecitazioni, arriva la notizia che una giovane donna è scomparsa. È sposata con un uomo violento e alcolizzato ed è incinta. Le ricerche partono con qualche titubanza e con un occhio rivolto al montare incessante delle acque, ma, quando la minaccia dell’alluvione finalmente rientra, l’indagine decolla e conquista tutta l’attenzione, nostra e di Gamache. Benché ci sia fin dall’inizio un sospettato, Gamache non mette a tacere i dubbi e le ipotesi alternative e si confronta continuamente con gli altri inquirenti, soprattutto con Beauvoir, cercando non solo di costruire un caso coerente, ma di scoprire la verità.
 
La scena si muove da Montréal, sede della polizia, a Three Pines, il piccolo villaggio in cui Gamache abita con la moglie; i suoi abitanti, con la loro presenza amabile e simpatica, contribuiscono a definire non solo il tono del romanzo, ma anche la trama. L’inchiesta poliziesca si intreccia in modo proficuo con la vita privata dei personaggi ed è interessante l’interazione tra lo spazio virtuale di Internet e dei social e l’agire concreto. L’intreccio giallo, poi, è davvero avvincente e ben costruito, con l’apertura di fronti diversi e molti colpi di scena. Il realismo delle situazioni non sfocia mai nella violenza e nella brutalità, semmai apre a interrogativi di natura morale e giudiziaria.
Ma il vero punto forte del libro è proprio lui, Armand Gamache, ottimo poliziotto, esperto, onesto e determinato, ma prima di tutto una gran bella persona. È affidabile, fermo, calmo e riflessivo, gentile e altruista. Non agisce d’astuzia, non cerca scorciatoie e non è ambizioso, anzi, nonostante la naturale autorevolezza, sa stare al suo posto e ha rispetto per ognuno dei suoi collaboratori. Deciso senza essere arrogante, composto anche quando i detrattori sono scatenati, capace di empatia senza essere preda delle emozioni, Gamache mostra come affrontare il caos della realtà senza cedere al pessimismo e alla rabbia, mantenendo pacatezza, efficacia e senso di responsabilità.

Francesca