I librai sono grandi lettori e dedicano molto del loro (poco) tempo libero alla lettura.
Abbiamo allora pensato di mettere a disposizione anche online il parere di una di noi sulle sue letture della settimana: potrebbe venire utile come segnalazione o suggerimento.
Le recensioni saranno a volte di libri nuovi o nuovissimi, altre di testi classici o di qualche tempo fa, a volte saranno di romanzi, altre di racconti, altre ancora di saggi.

Scarica le recensioni in formato .pdf





























































































































 


Ascolta i segnalibri sonori su Spreaker, Youtube o Spotify.

...........................................................................



 

Raynor Winn, Il sentiero del sale Feltrinelli, 2022
 
Una storia vera coinvolgente e interessante perché offre la testimonianza di esperienze vissute in prima persona, perché racconta il sentimento di perdita, la disperazione, la paura per il futuro, ma anche l’amore e la capacità di non lasciarsi andare, perché non dimentica mai l’incanto della natura, la bellezza della luce che rischiara l’orizzonte non solo della terra ma anche degli individui; al contempo, ci parla della condizione degli invisibili, degli svantaggiati, dimenticati dalle statistiche e dalla politica. Con sincerità e freschezza, l’autrice narra disgrazie e avventure, parla di fatica e speranza, di emarginazione e rinascita, osserva la vita intorno a sé e la varietà dei tipi umani, offre riflessioni personali non banali e preziose descrizioni naturalistiche e storiche. E quando il pathos cresce troppo, arriva una battuta a stemperare i toni, lasciandoci con un senso di leggerezza.
 
Nel 2013, a conclusione di un lungo e tortuoso procedimento in tribunale causato da un investimento finanziario sbagliato, i cinquantenni coniugi gallesi Raynor e Moth perdono tutto. La fattoria che da vent’anni è la loro casa e la loro fonte di sostentamento viene confiscata e i risparmi sono risucchiati dalle spese legali; per colmo di sventura, a pochi giorni dalla sentenza che li priva di ogni bene, arriva la diagnosi dei disturbi che da qualche tempo affliggono Moth: una rara patologia degenerativa che lo condanna a una progressiva paralisi e alla morte precoce. È la batosta definitiva per questa coppia affiatata e innamorata, inseparabile da 32 anni. Tutto il loro mondo va in pezzi, lasciandoli poveri e affranti. Non hanno parenti o amici che possano sostenerli o ospitarli a lungo e i due figli sono ancora studenti. Ray e Moth hanno sempre lavorato sodo, ristrutturando con le loro mani la casa in cui vivevano, occupandosi della terra, degli animali, delle camere da affittare ai turisti, facendosi carico di ogni incombenza, dalle riparazioni alla contabilità, ma non hanno un attestato di studi o di lavoro che possa provarlo - e poi c’è l’età e la crescente debolezza di Moth. Sono senza un tetto, senza soldi, con una storia creditizia che chiude loro ogni porta. Ciò che amavano e dava senso alle loro vite è scomparso e loro si sanno impotenti contro il sistema che li ha stritolati e contro una malattia incurabile, mentre l’assistenza pubblica non sa offrire soluzioni a breve termine.
Quando sembrano destinati a sprofondare, prendono una decisione che si rivelerà lungimirante: visto che non sanno dove stare, si metteranno in marcia e percorreranno a piedi i 1.013 km del South West Coast Path, il sentiero che segue la costa sudoccidentale dell’Inghilterra, un percorso bellissimo che si snoda tra scogliere, boschi, spiagge e brughiere. È piena estate, la regione è affollata di turisti e cara, ma loro si muoveranno in una dimensione a parte, con pochissimo denaro e tanto tempo a disposizione. All’apparenza è una follia per una coppia di mezza età che non ha né la forma fisica né i mezzi per mantenersi strada facendo; e poi lui soffre, secondo i medici non dovrebbe fare sforzi. Invece partono, con gli zaini riempiti con meno del minimo indispensabile, una tenda e sacchi a pelo di seconda mano, un fornello e un ricambio di biancheria. Di più non possono permettersi e sostenere sulle loro schiene acciaccate. Contano su una piccola entrata settimanale che in realtà, per motivi imperscrutabili, arriva solo in parte, ma non importa, in qualche modo si nutrono. Camminano giorno dopo giorno patendo il caldo, il freddo, il vento, l’umidità, soffrono la sete e la fame, si stancano moltissimo, dormono in tenda dove capita, si lavano poco, quasi sempre in mare. Hanno con loro una piccola, preziosa guida, le cui indicazioni su difficoltà e tempi di percorrenza fanno spesso da contraltare umoristico alla realtà delle loro fatiche quotidiane su un percorso impervio che spesso li espone totalmente al sole cocente e alla pioggia. Ma sono fatiche che tengono a bada il dolore e la paura e che, in modo quasi miracoloso, alleviano i disturbi di Moth, pur senza risolverli. Immersi in una natura rigogliosa e in gran parte ancora selvaggia, affrontano momento per momento le difficoltà pratiche, le impellenze primarie e intanto non pensano a ciò che altrimenti potrebbe schiacciarli. Impegnati a mettere un piede davanti all’altro, si sottraggono alla rabbia, all’amarezza, al vittimismo, si immergono nel presente, stancano il corpo e riposano la mente, tenendo a bada l’angoscia. Si sono trasformati in senzatetto, ma “senzatetto escursionisti” con una strada da percorrere, che vanno avanti e non si arrendono perché hanno un sentiero da seguire; e il cammino un po’ alla volta dà loro quiete, un senso di libertà e di appartenenza a un tutto ben più grande di loro.
A volte si imbattono nella generosità degli sconosciuti, altre vengono lodati per il coraggio, più spesso si confrontano con il disprezzo. Il racconto concreto della condizione di marginalità in una società che non si prende cura delle persone più vulnerabili aggiunge un’interessante componente sociologica a una narrazione ricca di esperienze, incontri, emozioni intense e vissuti profondi e con una visione della natura che va oltre l’idillio di maniera, arrivando a delineare una rinascita interiore sorretta dalla riconquista dell’orgoglio, della fiducia e della speranza.
 
Francesca